Ponte Lombardini

Progetto di due ponti sul Naviglio Grande per Expo 2015 (en)Project for two footbridges over the Naviglio Grande canal for Expo 2015

Il progetto di un ponte pedonale, già tema di estremo interesse per la complessità e l'integrazione degli elementi in gioco, diviene sfida progettuale, tecnica e culturale. (en)The project for a footbridge, already an extremely interesting subject due to its complexity and the integrating of different features in play, turns into a real design/technical and cultural challenge.

Progetto (en)Project

L22 Urban & Building

Servizi (en)Services

Concept, progetto architettonico preliminare, definitivo ed esecutivo; direzione artistica (en)Concept, preliminary architectural project, final, executive design, art direction

Cliente (en)Client

EXPO 2015 S.p.A

Luogo (en)Locatiorn

Milano (en)Milan

Larghezza (en)Width

20,6 m (en)20,6 m

Fine lavori (en)End of works

2015

Il ponte non è solo un’infrastruttura, è “un luogo”, uno straordinario elemento di unione.

Lombardini22 ha progettato due ponti sul Naviglio Grande dopo aver vinto il concorso nel 2012 indetto da Metropolitana Milanese per conto di EXPO 2015.

I ponti sono progettati tramite l’editor di algoritmi Grasshopper e sono un esempio di progettazione avanzata tramite l’utilizzo di nuove tecnologie parametriche, che consentono il controllo e la generazione di forme complesse a seguito di regole geometriche e matematiche definite nell’algoritmo.

La volontà è stata quella di creare un oggetto completo, riproducibile e adattabile non solo ai due casi oggetto d'intervento, ma, in futuro, proponibile anche in altre intersezioni.

Il progetto riorganizza inoltre la pavimentazione a terra dell'intorno, eliminando le auto parcheggiate in modo più o meno ufficiale, e occupando parte della carreggiata fino ad una corretta distanza dai binari del tram. In questo modo, in occasione dei ponti, viene a crearsi una sorta di passeggiata, un’area pedonale protetta dal traffico urbano.

Le sue linee sono ispirate dalla natura, una libellula od un insetto d'acqua, leggero. 

Grazie all' uso dell'acciaio, le sezioni sono snelle. Le stesse balaustre, leggere e trasparenti, minimizzano l'impatto del ponte che sembra così composto quasi solo da struttura e impalcato. Strutturalmente, si tratta di una trave a sezione trapezoidale variabile, su due appoggi, cui sono fissate con passo regolare le costolature di sostegno dell'impalcato.

Quattro puntoni convergenti in tre punti ognuno, mai verticali, costituiscono gli attacchi al suolo perfettamente controventati. Due scale metalliche a rampa unica sui lati contrapposti e due piattaforme elevatrici aperte permettono a tutti una fruizione piena e indipendente e completano lo schema.

Il quale è anche valorizzato da un’illuminazione prettamente architettonica, che integra i livelli di luminosità pubblica presenti: luce lineare per evidenziare in modo uniforme il disegno strutturale, radente per sottolineare il percorso pedonale, a incasso a pavimento per una luce d'accento. I sistemi adottati, tutti a LED programmabili, minimizzano i consumi e la manutenzione.

A terra, le pavimentazioni delle piattaforme pedonali (in granito di Montorfano e porfido della Valcamonica) e delle piastre di ancoraggio (in calcestruzzo con inerti a vista, come a rappresentare il plinto di appoggio del ponte stesso) creano un sistema nuovo che è anche occasione per ripensare il livello della strada in modo più ampio: integrando le fermate dei mezzi pubblici, occupando parte della carreggiata fino a una corretta distanza dai binari del tram e creando così aree protette dal traffico automobilistico, come piccole oasi pedonali.

(en)

A bridge is not just an infrastructure, it is “place”, an extraordinary means of unification.

Lombardini22 has designed two footbridges over the Naviglio Grande canal after winning the competition organised by Metropolitana Milanese on behalf of EXPO 2015.

The bridges are designed using the Grasshopper algorithm and are an example of cutting-edge design using new parametric technology allowing complex forms to be controlled and created based on geometric mathematical rules defined by an algorithm.

The idea was to create a fully-finished, reproducible object adaptable not just to the two cases in question, but also suitable for using in future projects.

The project also involved repaving the surrounding area and banishing any cars not officially allowed to park in the area that occupy part of the roadway within a specific distance from the tramlines. This means a sort of passageway is created around the bridges, a pedestrian area protected from inner-city traffic.

Its stylistic design is inspired by nature: a dragonfly or delicate water insect.

The sections are thin, thanks to the use of steel. The lights and transparent balusters minimise the bridge’s impact that seems to be constructed simply out of a frame and decking. Structurally speaking, its variable trapezoidal-sectioned main girder rests on two supports with ribs attached along it at regular intervals.

Four struts, each converging at three points and never vertical, provided perfectly wind-braced ties to the ground. Two single-ramp metal stairways on opposing sides and two open lift platforms allow everybody full and independent access to complete the overall construction, which is also enhanced by predominantly architectural lighting to supplement the public lighting in the zone: linear light to focus evenly across the structural design, ground-level lighting to illuminate the pedestrian path, floor-ensconced lighting to provide spotlighting. The systems adopted, all programmable LEDs, keep down electricity consumption and maintenance operations.

The paving on the pedestrian platforms (made of Montorfano granite and Valcamonica porphyry) and anchoring plates (made of concrete with exposed inert materials, as if to represent the bridge’s own support plinth) create a new system that also provides the opportunity to review the road level on a wider level: incorporating the public transport stops and taking up the carriageway to just the right distance from the tram lines to create areas sheltered from road traffic that are like little pedestrian havens.