Allianz Turati

Prestazioni estetiche ed energetiche (en)Energy efficiency and good looks

La soluzione sta nel mezzo, dettata dalla ricerca del giusto equilibrio tra investimento economico e prestazioni, sia estetiche che energetiche. (en)The solution lies somewhere in-between, resulting from an attempt to achieve the right balance between a cost-effective cladding and energy-efficiency combined with good looks.

Progetto (en)Project

L22 Urban & Buidling, L22 Engineering & Sustainability

Cliente (en)Client

Allianz subalpina spa

Servizi (en)Services

Restyling delle facciate interne ed esterne, efficientamento energetico (en)Restyling di facciate interne ed esterne, efficienza energetica

Luogo (en)Location

Milano (en)Milan

Area (en)Area

3.000 mq (en)3.000 smq

Fine lavori (en)End of works

2010

Una nuova facciata di pixel estrusi, bow-window contemporanei, in un giusto equilibrio tra investimento economico e prestazioni estetiche ed energetiche.

L’immobile in via Turati 4, nel centro di Milano, è un edificio per uffici che ricade in una zona residenziale con una significativa presenza terziaria e amministrativa, in un contesto che mescola la storia con il moderno. Parte integrante della cortina edilizia dell’isolato, l’edificio è in continuità con i fabbricati adiacenti, l’unico affaccio rivolto su via Turati dove si mostra con un corpo di sei piani fuori terra.

Allianz, proprietaria dell’edificio, ha incaricato Lombardini22 della sua riqualificazione, attraverso il rinnovamento delle facciate principali e l’aggiornamento normativo degli impianti elettrici e di condizionamento dell’aria.

In tale contesto eterogeneo e complesso, gli studi di progetto hanno previsto varie opzioni: dal gesto più “invasivo” che avrebbe determinato una forte discontinuità d’immagine con la situazione precedente, a più discrete operazioni di semplice sostituzione degli elementi vetrati per rispondere solo a criteri funzionali e di aggiornamento tecnologico. La soluzione (come la verità?) sta nel mezzo, ed è dettata dalla ricerca del giusto equilibrio tra investimento economico e prestazioni, sia estetiche che energetiche.

Così la nuova facciata non rivoluziona l’esistente, ma ne riprende il sistema costruttivo nel ritmo e nella netta demarcazione dei piani. 

Però gli dà spessore, estrude la superficie con una serie di grandi finestre quadrate, discontinue e indipendenti, incorniciate da profondi profili di alluminio, come bow-window contemporanei. 

La loro cadenza regolare è poi intaccata da effetti di chiaroscuro, nella colorazione delle cornici, e ulteriormente contaminata dalla riflessione degli scorci e della vita urbana sulle vetrate, come monitor dinamici. I box metallici sono coibentati e dotati di un sistema schermante, tutti i serramenti hanno vetri basso emissivi e telai a taglio termico.
Alla sommità, un nuovo tamponamento con pannelli metallici riveste l’aggetto di gronda e conclude la facciata, mentre il basamento in pietra rimane inalterato.

Per il resto, aggiornamenti impiantistici e interventi di manutenzione sui materiali migliorano le prestazioni energetiche, completando la rivalorizzazione estetica del fabbricato e la sua nuova facciata di pixel dalla modernità aggiornata.

(en)

A new facade made of extruded pixels and cutting-edge bow windows in just the right balance between a cost-effective cladding and energy-efficiency combined with good looks.

The property at no.4, Via Turati, in downtown Milan is an office building in a residential area that also accommodates plenty of services and administration offices in a setting that brings together the past and modernity. The building, which is an integral part of the block’s building front, fits in with other adjacent structures to form one single front along via Turati with six floors above ground level.

Allianz, which owns the building, commissioned Lombardini22 to renovate it by upgrading the main facades and bringing the electrical and air-conditioning systems up to standard.

In this kind of heterogeneous and complex setting, the project studies indicated a number of possible options, from the most “invasive” intervention, which would have created considerable discontinuity in terms of image with the previous state of affairs, to more unobtrusive operations simply involving the replacement of glass features to meet purely functional and technological-upgrading criteria. The solution (just like the truth?) lies somewhere in=between and is the result of an attempt to achieve the right balance between a cost-effective cladding and energy-efficiency combined with good looks.

So, the new facade does not revolutionise the old one, indeed it draws on the same kind of structural system in terms of the layout and clear marking of the different floors.

It does, however, add a certain depth, extruding the surface through a series of large square separate and discontinuous windows with aluminium frames, which look like modern-day bow windows.

The regular pattern is in some sense broken down by chiaroscuro effects and the colour scheme of the cornices. It is further contaminated by reflections of urban life on the glass windows, as if they were dynamic monitors. The metal boxes are insulated and carefully shielded, all the fixtures are fitted with low-emission glass and thermal-break frames. At the top, a new section of metal panels covers the overhanging drains and completes the facade, while the stone base is left unaltered.

Further work includes plant-engineering upgrading and maintenance work on the various materials to improve energy efficiency and enhance the building’s overall appearance, particularly its new facade made of very modern-looking pixels.